Materie Prime Biodegradabili: la realtà nascosta dietro le Bioplastiche

Il futuro dell’ambiente dipende anche e soprattutto dalla capacità di utilizzare materie prime sostenibili e fonti rinnovabili al posto di materie prime inquinanti. In tal senso, una luce di speranza sembra brillare nell’oscurità della crisi della plastica: le bioplastiche. Ma cosa sono realmente le bioplastiche, e sono davvero la soluzione sostenibile che sembrano essere? In questo articolo, esploreremo il mondo delle materie prime biodegradabili e sveleremo la complessa realtà dietro il loro status di “ecologiche”.

Bioplastiche: Cosa Sono?

Le bioplastiche sono una categoria di materiali plasticamente derivati da fonti rinnovabili, spesso di origine vegetale, che si differenziano dalla plastica tradizionale a base di petrolio. La caratteristica principale delle bioplastiche dovrebbe essere la loro biodegradabilità, il che significa che possano essere decomposte da acqua, anidride carbonica o microrganismi in tempi relativamente brevi, rispetto ai secoli richiesti dalla plastica tradizionale.


Tipologie di Bioplastiche

Esistono due principali tipologie di bioplastiche basate sulla loro composizione:

  • PLA (acido polilattico): Ottenuto da zuccheri estratti da materie prime come mais, manioca o canna da zucchero, convertiti in acidi polilattici.
  • PHA (poliidrossialcanoati): Prodotto a partire da microrganismi privati dei nutrienti necessari per rimanere attivi, accumulando carbonio in granuli raccolti come PHA.

La versatilità della termoformatura consente di creare una vasta gamma di prodotti, dai monouso agli articoli riutilizzabili.

Le finte bioplastiche: la posizione di NIADA

In questo contesto complesso e articolato NIADA usa per i suoi prodotti termoformati materie prime al 100% riciclabili e con una percentuale di materia prima riciclata nella mescola pari al 70-90%. In questo modo si ha un prodotto decisamente più sostenibile rispetto alle cosiddette plastiche “finte biodegradabili”.

Le finte bioplastiche, anche conosciute come plastica biodegradabile convenzionale, sono materiali plastici che possono sembrare biodegradabili o compostabili, ma in realtà non lo sono in modo significativo. Questi materiali sono spesso commercializzati come alternativa ecologica alle plastiche convenzionali.

Le finte bioplastiche sono generalmente realizzate utilizzando una miscela di materiali sintetici e una piccola percentuale di materiali biodegradabili. Tuttavia queste miscele non si decompongono completamente in modo naturale e possono richiedere condizioni speciali o un lungo periodo di tempo per degradarsi. Di conseguenza, possono contribuire all’inquinamento e all’accumulo di rifiuti.

Per fare scelte più sostenibili, è consigliabile prestare attenzione alle certificazioni e agli standard di riciclabilità delle plastiche, oltre a incoraggiare il corretto smaltimento e riciclaggio dei materiali plastici.

Per questo è bene affidarsi a produttori di termoformati 100% riciclabili e che offrono determinati vantaggi ben più ampi di quelli garantiti dalla finta bioplastica.

La Realtà delle Bioplastiche

Sebbene le bioplastiche sembrino una soluzione promettente, la realtà è ben diversa da quanto potremmo pensare. Ecco alcune delle sfide che rendono le bioplastiche meno sostenibili di quanto ci si possa aspettare:

  • Processo di Compostaggio: Per degradare le bioplastiche, è spesso necessario un trattamento termico a temperature elevate, rendendo il processo più lungo rispetto alle moderne tecniche di riciclaggio. Molti paesi non dispongono di strutture idonee per questa procedura, causando lo smaltimento delle bioplastiche nelle discariche.
  • Emissione di Metano: Se le bioplastiche finiscono in discariche prive di ossigeno, possono rilasciare metano, un potente gas serra.
  • Inquinamento Marino: Le bioplastiche, quando disperse in mare, si comportano come la plastica tradizionale, minacciando la vita marina.
  • Concorrenza con Alimenti: La produzione delle materie prime per le bioplastiche può sottrarre terreni destinati alla produzione alimentare, creando un dilemma etico.
  • Riciclaggio Separato: Le bioplastiche devono essere separate dal flusso di plastica tradizionale per essere riciclate in modo efficace.

4. La Domanda di Alternative Sostenibili

Nonostante le sfide evidenziate, la crescente consapevolezza ambientale e la richiesta di alternative sostenibili stanno spingendo l’innovazione tecnica e la ricerca verso soluzioni migliori. 

È fondamentale che i consumatori e l’industria comprendano appieno le sfide legate all’uso delle bioplastiche e lavorino insieme per sviluppare soluzioni più sostenibili. La chiave sta nell’innovazione continua e nell’adozione di pratiche più eco-sostenibili, al fine di garantire un futuro migliore per il nostro pianeta.